
RITRATTI DI SIGNORI - SU WWW.NOGOD.IT
di AS
L'Iran, l'antica Persia, ha una storia millenaria una storia in cui
anche le donne pur tra mille contraddizioni, feroci repressioni e diseguaglianze
hanno fatto di tutto per ritagliarsi, in condizioni difficilissime, uno spazio politico
culturale e sociale.
Le donne dell'Iran, quelle religiose e quelle laiche
stanno dimostrando un coraggio disperato.
Dedichiamo queste schede alle ragazze stuprate e poi condannate alla
forca dalla folle dittatura militar-teocratica dei boia Ahmadinejad e Khamenei
Iran le donne della rivoluzione
Breve storia dell'Iran
di Tiziana Ficacci
Dove può guardare l’affannato Pd per non sprofondare definitivamente? La risposta sarà priva di originalità,ma, a me, sembra l’unica percorribile.
Cherchez la femme!
In un mondo maschilista come quello della politica una donna romperebbe gli schemi, lasciando disorientati gli avversari.
Certo, la signora in questione non deve essere una bella statuina, probabilmente è una che milita già nelle fila di quel partito, o forse, non ancora, non deve essere necessariamente giovane, ma, sicuramente, non può essere scelta tra quelle che reggono meglio le falde delle giacche dei dinosauri dei due vecchi partiti, uniti nella nuova sigla...LEGGI TUTTO SU ACIDONA
di Anna Spina
l'Italia parlamentare si cala le braghe, unica Nazione in Europa, di fronte alla chiesa e, di fatto
vota contro l'ONU, biascicando e farfugliando di moratorie contro l'aborto
che sono in realtà "moratorie" contro le donne e contro la loro dignità;
non è esprimibile il senso di orrore, di nausea di rabbia che provo, quella di oggi è una pagina nera per l'Italia.
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Repubblica online
www.peacelink.it
www.amnesty.it
femSud: come abortire l'opposizione
testo del CEDAW
Claudio Fava di SL sulla vicenda
di Tiziana Ficacci,
Allora è così: ci sono donne che ti dicono beata te e altre che ti dicono che sei egoista. E io invariabilmente rispondo che questa è forse l’unica vera scelta libera che ho fatto e per cui non ho rimpianti. Quelle che mi chiamano egoista mi dicono, con cattiveria, vedrai che ti penti.
Parlo, ovviamente, della maternità. Scrive Corinne Maier in NoKid, "quaranta ragioni per non avere figli": “con i soldi che ho guadagnato scrivendo libri potrei fare il giro del mondo, invece sono agli arresti domiciliari, costretta ad alzarmi tutti i giorni alle sette per servire a tavola e fare ripetere stupidissimi compiti”. E invita le donne a non fare figli perché “costano” e perché “non avrete più tempo per voi”. Non so se la scrittrice pagherà – e per quanto tempo – l’analisi per i suoi figli...
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Ma Rosa cuciva
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di Anna Spina
Che caldo, i finestrini sono tutti aperti nel bus, poggio il mento sul petto, sono stanca morta, c'è comunque, piacevole, il pensiero che domani non ho il turno, riposo. Chiudo gli occhi, solo per un secondo, mi sembra, invece dal centro, bum! mi ritrovo alla mia periferia, mi sveglio di colpo, quasi sotto casa, mi sono addormentata subito, venti minuti di pace, un sospiro, sul bus che morde curve e fa sberleffi al semaforo, prende in giro rotonde, carezza colline, portando a spasso, sotto le nuvole bianche, anche i miei sogni.
Rosa cuciva, nel grande magazzino di Montgomery, il Fair Department Store, Alabama, USA. Anche quel giorno aveva cucito, deve essere brutto pure cucire tutto il giorno con le spalle che fanno male, gli occhi sulla macchina e il rumore del rocchetto che gira veloce, dei pedali, bisogna lavorare presto e bene, non bisogna sciupare la pezza, bisogna seguire il taglio.
Quando finì era freddo, l'attesa del pullman lunga, Rosa salì, l'autobus ancora vuoto, Rosa era stanca e andò in coda, ai posti riservati agli afroamericani, si lasciò cadere su di un sedile. Piano piano il pullman andava popolandosi,
quando l'autista buttò lo sguardo sullo specchietto l'autobus era ormai pieno, c'era uno, un bianco, in piedi, l'autista guardò meglio, allungando un poco il collo, aveva visto giusto: un bianco in piedi e una nera seduta, strillò:
“ho bisogno di due posti, gente su in piedi” un nero ed un bianco non potevano stare sulla stessa fila e così per far sedere il bianco i neri dovevano alzarsi, al fianco di Rosa c'erano un uomo e una donna, neri, nessuno si alzò, Blake ripetè: ho bisogno di quei posti, i due si alzarono, ma non Rosa
non quella volta, quella volta no, quel noncurante “alzatevi” trascinò James Blake, guidatore di autobus di Montgomery, Alabama, nella storia: era il 1 dicembre del 1955 e Rosa non si alzò...LEGGI TUTTO SU RITRATTO DI SIGNORA
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IL VOLANTINO
Di tutte le babies
PUBBLICO DIBATTITO INTRODOTTO DA
avv. M. Gabriella Cetroni Ciraolo
prof. Maria Mantello
ROMA – BIBLIOTECA GIORDANO BRUNO
Via Giordano Bruno, 47 (M Ottaviano o Cipro)
Mercoledì 20 maggio 2009, ore 18.00
INGRESSO LIBERO
per informazioni: cell: 3297481111;
e-mail: mailto:liberopensiero.giordanobruno@fastwebnet.it
Si avvicina la ricorrenza del 2 giugno,
Festa della Repubblica, nata anche col voto delle donne italiane, che per la prima volta esercitavano tale diritto.
Grazie alle lotte delle donne altri diritti sono stati conquistati...
Eppure riaffiorano atavici pregiudizi. Una pericolosa spinta reazionaria vorrebbe riportare a ruoli e schemi predefiniti. Per non fare i conti con un diritto umano fondamentale: la libertà di autodeterminazione di ciascun individuo.
Questo dibattito, introdotto da una storica e da una giurista, vuole essere l’occasione per sensibilizzare, per non abbassare la guardia; affinché i processi di emancipazione faticosamente conquistati non vengano cancellati. Ma anzi, altri se ne aggiungano sulla strada della libertà e della giustizia.
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Di Anna Spina
Ieri, sei aprile, mi è giunta la solita mail da Informazione Corretta, sono iscritta al servizio di newsletter, ero convinta che vi avrei trovato un qualche accenno alle farneticazioni apologetiche del fascismo dell'Onorevole Dell'Utri1
che sul Corriere della sera diffondeva, come suo solito, imperterrito e senza contraddittorio spore di ignoranza storica, assurdità circa la bontà di fondo di Mussolini, imbellettamenti e falsità circa l'abominevole politica di annullamento e oppressione compiuta dallo sciagurato dittatore nei confronti della comunità ebraica italiana che venne prima, umiliata, offesa in ogni modo, fatta morire civilmente e poi di fatto consegnata allo sterminio.
Con mio stupore e fastidio non ho trovato un rigo che è uno su tutta la lunga intervista, ho trovato articoli vari tratti dalla stampa nazionale, il solito attacco ai soliti sinistroidi filo terroristi.
Il tempismo, davvero, in certi casi è tutto e fa comprendere molte cose...
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LINK UTILI
1
Intervista Dell'Utri
video I am the walrus - Beatles
scheda sulla canzone
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Di Tiziana Ficacci
Roxana Saberi , è una giornalista free-lance di 32 anni detenuta da gennaio nel carcere iraniano di Evin. Arrestata per aver acquistato alcolici, accusata successivamente di aver svolto illegalmente la professione di giornalista e infine incriminata per spionaggio. Il 18 aprile Roxana è stata condannata a 8 anni di carcere.
Se il vostro desiderio è che Roxana Saberi abbia un giusto processo, potete aderire allo sciopero, comunicandolo al sito www.freeroxana.net
dove è possibile scrivere oltre al proprio nome un pensiero.
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Céline Dinah Cohen
Il luogo comune vuole che quando si parla di Louise May Alcott, si pensi ad un mondo di merletti e di zucchero. Si presta poca attenzione al fatto che Alcott è stata la scrittrice dell’America abolizionista, contrapposta a quella schiavista di Via col vento. E se abbiamo bollato come smielate le signorine March che, insieme alla saggia madre, leggevano le lettere di papà dal fronte, sorseggiando tè e mangiando biscotti, ora, che per me più di qualche anno è passato dall’adolescenza, rileggendo "Piccole donne", giocando a riconoscere me e le mie amiche tra Meg, la giudiziosa, Jo, la ribelle, Amy la vezzosa e Beth la timidina, capisco che Alcott parlava di sé...
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Di Maria Mantello
Lo ha fatto in Abruzzo. Ormai tutto si fa lì. Impatto emotivo assicurato, maggiore tranquillità per rispetto dovuto ai morti. Nessun Bellaciao. E meno che mai nessuna Internazionale. E poi, vuoi mettere il risparmio! Neppure si devono spostare le telecamere, che, dopo aver sfiancato tutti con le idiote domande: "come sta? Cosa ha provato mentre tutto crollava?" Dopo aver mostrato salvataggi di gatti - cani – galline, più spaventati dai riflettori che dalle frane, rischiavano davvero di dover sbaraccare.
Ecco allora, che in attesa della tribù del G8, ci si ricorda che le brigate partigiane -con buonapace di La Russa- erano sparse un po’ in tutt’Italia. C'erano anche nel paese più disastrato dal terremoto: Onna. E il Presidente imprenditore, operaio, cantante, ecc. finalmente nel 64° anniversario della Liberazione, proprio ad Onna, è il presidente - partigiano. Per giunta figlio di antifascista...
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Di Tiziana Ficacci
Si dice che tra le cose preziose custodite in via di Torre Argentina ,nella sede dei Radicali, ci sia la copia autografata di questo libro, oggi rieditata da Lindau con la presentazione di Adriano Sofri. Rimane, naturalmente, la preziosa prefazione di Leonardo Sciascia del 1979.
Antefatto:
Aglietta venne estratta, come giudice supplente, al processo in cui era imputato il nucleo storico delle Brigate Rosse presso la Corte d’Assise di Torino. Il procedimento fu aperto nel 1976, rimandato diverse volte per questioni procedurali e per le 137 defezioni di cittadini comuni chiamati a comporre la giuria popolare.
La coraggiosa donna, esponente di primo piano dei Radicali, parlamentare italiano ed europeo, inviò un telegramma a Cossiga rifiutando la scorta. Nel Diario, troviamo l’atmosfera di quei giorni, tempi assassini, tempi cupi, vissuti dalla testimone come una assunzione di responsabilità...
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Di Coralie de’ Robilant
L’autrice, docente di Scienza della comunicazione alla Sapienza, spiega perché la nuova ondata tecnologica e i cambiamenti sociali ed economici che ne scaturiscono non ci riguardano tutti. Il divario tra esclusi e inclusi dalla società dell’informazione, infatti, sta aumentando sempre di più.
L’uso dei nuovi media richiede capacità culturali e tecniche, non possederle elimina dallo sviluppo attuale, così come nel passato succedeva per gli analfabeti che rimanevano fuori dallo sviluppo industriale e capitalistico...
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di Tiziana Ficacci e All De Girlz
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breve antefatto:
31 marzo 2009, la Giunta del X Municipio di Roma consente l’autenticazione e la registrazione da parte degli uffici delle dichiarazioni di trattamenti sanitari ai quali i cittadini vogliono o non vogliono essere sottoposti nel caso che si trovassero nella impossibilità di esprimere le loro volontà.
L'iniziativa ha grande successo ... quindi bisogna subito segarle le gambe. Insieme, perciò PD e PDL, si coalizzano contro il regsitro e contro l'iniziativa della Giunta del X Municipio romano,
e, con la benedizione del Sindaco Alemanno, la stroncano senza tanti complimenti.
Oggi siamo liete di diffondere e pubblicare un comunicato delle Associazioni laiche di Roma
con cui si cerca di reagire al sopruso compiuto a danno dei cittadini che, ricordiamo, sono, appunto cittadini e
non sudditi del papa re e dei suoi servi sciocchi
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di Angela Segre'
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"...l’anziano non è che un relitto umano, un abito a brandelli appeso ad un bastone, a meno che l’anima non batta le mani e canti, e canti sempre più forte, per ogni brandello del suo abito mortale."
W.B. Yeats
Il 22 aprile compie 100 anni Rita Levi Montalcini, primo Nobel al mondo a superare il secolo. Vissuto armoniosamente nonostante la durezza del periodo.
Nata a Torino il 22 aprile 1909, ha studiato medicina nella sua città dove si laurea nel 1936. Era ancora adolescente quando decise che non si sarebbe sposata perché mai avrebbe obbedito ad un uomo, così come sua madre faceva con suo padre.
Per questa silenziosa ubbidienza ha coltivato malanimo per la mamma, riuscendo ad amarla solo da adulta. Ha avuto un rapporto intenso con sua sorella Paola, morta qualche anno fa, della quale ha detto "che ha espresso nel dipingere una forma di magia intesa a compiere un’opera di mediazione fra questo mondo e noi"...
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LINK UTILI
La scheda sul sito del Senato della Repubblica
cantico di una vita
l'asso nella mancia... vai sulla schdea del libro su IBS
www.ritalevimontalcini.org
Iniziativa di solidarietà - numero verde sul sostegno a distanza
Vivere come me fino a cento anni
Il Nobel: non temete la morte nè la vecchiaia
Storace: Stampelle alla Montalcini e sul sito spuntano frasi antisemite
Repubblica — 09 ottobre 2007 pagina 12 sezione: POLITICA INTERNA
di Tiziana Ficacci
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Le riviste scientifiche in genere non cedono a sentimentalismi, ma sull’ultimo numero di Nature ben quattro pagine sono dedicate al compleanno di Rita Levi Montalcini. La professoressa è un simbolo dell’emancipazione femminile, della laicità, della passione per l’intelligenza. E’, insieme a Maria Montessori, una delle figlie più illustri del nostro Paese, e per i suoi cento anni ci si appresta a costruire piedistalli...
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LINK UTILI
Torino, il fascismo, l'esperienza americana nelle lettere del premio nobel alla madre e alla sorella -La Stampa
Per la scienziata il giorno dell'ira "Cosi' l'Italia va verso il suicidio" "Il capitale umano e' la nostra sola ricchezza, sfruttiamola" La Stampa
Eugenia e Rita medici ad ogni costo
Ricercatori, siate umani
Maria Montessori
di Anna Spina
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di Anna Spina
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Santoro, un giornalista starnazzone strapagato sia da mamma RAI sia dalla Mediaset
e Vauro, un vignettista che non sempre la fa ... nella tazza, sono adesso dei martiri
del libero giornalismo, grazie pirla della destra xenofoba e razzi-cattolica che ci governa,
grazie veramente, per costringerci a difendere tutti e due, noi blogger di LL, femmine senza paparini e padroncini senza mezzi e senza
"euri"!
http://www.vauro.net
Anna Spina
A me i numeri e la matematica davano il mal di pancia.
Uhhh! le nefaste tabelline e le divisioni e le odiose frazioni
Come, come odiavo la disgustosamente rosea torta disegnata sul sussidiario,
con cui qualche sadico voleva convincermi che le frazioni fossero piacevoli.
Il tre, poi, il maledetto tre che scrivevo al contrario e i problemini, corretti dal mio collerico padre, che fifa, che angoscia, che sudori freddi!
La linea dei numeri però la capivo si, a quello c’arrivavo : Il 3 è minore del 9 e “puro” il 5 è minore del 9
Mi sorge allora un dubbio:
Accidenti che le gerarchie cattoliche siano affette da discalculia?
Poverini, come li capisco, che cosa umiliante, che imbarazzo che tormento...
all de girlz
IN DIFESA DELL'INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA
PER LA LIBERTA' E L'AUTODETERMINAZIONE DI OGNI DONNA
ONTRO OGNI VIOLENZA E DISCRIMINAZIONE DENTRO LE MURA DEGLI OSPEDALI
In un periodo in cui il diritto alla salute é fortemente minato da
privatizzazioni e leggi razziali e xenofobe che ledono il diritto alla cure
e alla salute di intere fasce della popolazione, prime fra tutte quelle
persone considerate "clandestine",
come Kadiatou, la donna ivoriana
denunciata come clandestina da un medico dell’ospedale Fatebenefratelli
di Napoli dove è andata a partorire, è importante non dimenticarsi di
luoghi come gli ospedali e di quello che quotidianamente avviene al loro
interno.
In materia di interruzione volontaria di gravidanza, le violenze, gli abusi
e le irregolarità sono purtoppo all'ordine del giorno, in buona parte
degli ospedali italiani, principalmente per motivi di ingerenze religiose e
politiche.
Una donna che desidera interrompere una gravidanza, si trova spesso a dover
affrontare un vero e proprio calvario fatto di discriminazione, impedimenti
e violenze psicologiche ed anche fisiche.
Abbiamo deciso di organizzare un presidio per denunciare la situazione
dell'ospedale di Como, che da anni permette l'accesso e le proteste a
gruppi antiabortisti, e dare la nostra solidarietà ad ogni individuo femminile ridotto a corpo,
prodotto, oggetto, riproduttrice.
alleradici
Anna Spina
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Non nel loro nome, vi prego,
non fate che passi
sotto silenzio la responsabilità dei singoli, collettiva e pubblica
dell'ennesimo terremoto che in Italia diventa mortale sopratutto
per l'incuria, l'incultura, la sciatteria, che abbiamo nel costruire
e nel ricostruire;
un paese, il nostro, che si auto proclama
Grande e che ammanta di grandeur cafonal-sciovinista le sue miserie,
senza mai imparare nulla dalle lezioni del passato,
un paese che lascia morire per incuria i suoi studenti meritevoli, i migliori
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Anna Spina
101 modi per...
In occasione del Gay Pride del 2009, che si terrà a Genova e a cui
ovviamente la frocia del sito, cioè me medesima Anna Spina, parteciperà augurandosi
che non faccia troppo caldo e che nel frattempo
a) la su scritta frocia sia riuscita a buttar giù qualche chiletto,
b) l'Onorevole Gasparri abbia frequentato un corso intensivo di lingua madre
c) il Borghezio ed il Gentilini riscoprano la loro parte femminile e anche i lobi cerebrali
come sempre noi non ce ne stiamo mica con i diti nelle orecchie e quindi in spirito di servizio vi diamo qualche utile suggerimento per affrontare sorridendo la propria irrimediabile GAYEZZA e l'irrimediabile stupidità omofoba che una parte del Paese professa con orgoglio
101 modi per...
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L'importanza di lavarsi presto...
Tiziana Ficacci
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Di Stefania Latorre
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Alla base della violenza sessuale c’è il concetto che il maschio ha il diritto di esercitare il proprio potere sulle donne. E’ una cultura che ha iniziato a mostrare le prime crepe nel ’78 quando dal Codice è scomparso il delitto d’onore.
Nella violenza di strada, da parte del maschio, c’è l’incapacità di gestire la propria frustrazione; l’unico pensiero è “voglio questo e me lo prendo”...
...Secondo la dottoressa Alessandra Kustermann, ginecologa della Clinica Mangiagalli di Milano e responsabile del Centro di soccorso violenza sessuale del Policlinico milanese gli stupri sono in maggioranza opera di conoscenti.
...Per l’Istat una donna su tre non parla con nessuno della violenza subita. Perciò sono importanti centri come quello diretto dalla signora Kustermann
1522 è il numero gratuito che coordina i centri antiviolenza di tutta Italia.
Stefania Latorre
Link Utili
Mappa dei centri anti violenza in Italia
ww.noidonne.org : dire e fare, eventi per combattere gli abusi sulle donne
Sabato 7 marzo 2009: Unite contro la violenza maschile - casa internazionale delle donne
"mervigliosa creatura" video galleria da www.pianetamamma.it
Coralie de’ Robilant
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L’autrice insegna storia al Birkbeck College di Londra. Il libro è una fonte di informazioni, dati, episodi, ma che conducono ad una sola triste conclusione: gli stupratori la fanno sempre franca...fino a poco tempo fa in molti paesi, tra cui l’Italia, la violenza sessuale non era neanche considerato un reato contro la persona
...Secondo Burke il periodo peggiore per lo stupro dal 1860 è oggi...
Coralie de’ Robilant
Link utili
www.laterza.it
Karima Guenivet, Stupri di guerra
Sossella Editore Eu. 15
http://www.libreriafinisterre.it/
su femminismoasud vi segnaliamo anche la scheda sulla storia della legge sullo stupro
Cecilia Germani
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Perché è così difficile denunciare la violenza domestica?
Secondo Isabella Merzagora, docente di Criminologia alla facoltà di Medicina dell’Università di Milano, le donne vittime di violenza se lasciassero il partner non saprebbero dove andare e come mantenere i propri figli.
Molto spesso una reazione mansueta da parte delle donne è il portato dell’educazione ricevuta che impone rassegnazione e rinuncia...
Merzagora nel suo libro Uomini violenti, Raffello Cortina editore, indica i momenti più rischiosi nella vita delle donne
...Ad esempio è fondamentale farsi aiutare nel gestire la separazione...
Cecilia Germani
Link utili
www.raffaellocortina.it
Se la paura abita dentro casa di Angelo De Micheli
Schede Istat sulla violenza contro le donne in Italia, dati 2006-2007
Il vento e l'anima
Di Tiziana Ficacci
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Il Dipartimento di Psicologia dell’Università della Georgia, ha condotto una ricerca pubblicata sulla rivista Psicology of Men & Masculinity. La ricerca fa il punto non solo sugli uomini potenziali stupratori, ma anche quale tipo di donna può scatenare l’aggressività (bestialità) maschile.
Nello studio sono stati coinvolti 64 studenti universitari con condizione economica e sociale sovrapponibile. Dei 64 si è valutato il grado di mascolinità attraverso l’ipermasculinity index,
un test già molto sperimentato...
...Gli uomini ipermascolini sono risultati i più aggressivi e le più aggredite le donne in carriera percepite poco femminili.
E’ evidente che questo tipo di reazioni dimostrano che i maschi hanno in testa un modello di donna obsoleto.
Tiziana Ficacci
Link utili
www.apa.org
La teta asustada - trailer del film
La teta asustada - il film
AIDOS - Un'altra mascolinità è possibile
Di Anna Spina
Leggi tutto su libereda "Il turismo sessuale è attualmente una delle forme di sfruttamento delle donne e delle ragazzine 200,000 adepti percorrono in lungo e in largo i paesi poveri alla ricerca di corpi a buon mercato e di bambini. Le organizzazioni criminali fanno di questo mercato una industria"
C.Legardinier e S.Villette
Brano tratto da
"Il libro nero della donna" - a cura di Cristine Ockerent
CAIROEDITORE
Euro 24,50
Il buon padre di famiglia con il suo grosso culo bianco, con la camicia a fiori
con pochi euro o dollari o yen o dollari canadesi,
compra un bambino o una bambina in India,
la compra per stuprarla;
100,000 fiori spezzati nelle Filippine
il buon padre di famiglia così affettuoso così perbene, che magari parcheggia
filo a filo alle strisce, che non butta cartacce per strada,
va e acquista, acquista le bambine povere del delta del Mekong, le bimbe entrano dalla Cambogia,
per 500 dollari varcano il confine e diventano merce
In Costa Rica se sei povero e hai tra gli otto e i dodici anni
molto probabilmente qualcuno ti ha già messo le mani addosso
anche perchè te l'hanno messe anche prima, quando avevi appena sei sette anni
...Qualcosa si muove, però, dal 1997 l'Unione Europea si è impegnata nel
programma DAPHNE, che aiuta le associazioni che si battono
contro il turismo sessuale e lo sfruttamento sessuale dei minori...
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Di Tiziana Ficacci
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Che cosa è il Karma Kosher?
Nella prefazione Stefano Jesurum dice che "...è il bizzarro fenomeno che decenni dopo i figli dei fiori conquista frotte di giovani e giovanissimi, ex soldati, maschi e femmine, religiosi e no. Librerie dell’occulto, incensi e candele, new age, massaggi, arti marziali, bar esoterici, yoga e filosofia buddista. Per chi non l’avesse capito si chiama scappare a gambe levate dalla realtà".
Di certo "Karam Kosher"
è un libro molto utile, un tentativo di raccontare l’Israele dei giovani, un paese laboratorio di idee, di tendenze e di speranze. E’ uno sguardo su una generazione che all’esterno nessuno conosce, che è cresciuta negli anni di Oslo nel 1993 e che crede nella possibilità della pace ma che si ritrova spesso in un passato che considera una disgrazia.
Di Angela Segre'
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Marta è una bella ragazza trentenne che se ne va in Turchia per otto mesi. E poi ci racconta tutto in questo libro. E minuziosamente riferisce dei diversi mercati e dei grandi magazzini di Istanbul, dalle bancarelle del quartiere Fatih dove vivono i tradizionalisti islamici, ai negozi di Istikal Caddesi, una specie di via Condotti del Bosforo...
E se è importante conoscere la Turchia alla luce della probabile anche se non immediata entrata nell’Ue del paese, sicuramente importante è stato questo viaggio per Marta in quel paese.
Tiziana Ficacci
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Questo brano è stato scritto per www.nessundio.net ma a causa di problemi tecnici che hanno impedito l'aggiornamento, ma non la presenza online del sito www.nessundio.net, sito che come sempre vi invitiamo a visitare, è ospitato e pubblicato per gentile concesione dell'Autrice e del Gestore di www.nessundio.net su liberelaiche
Dopo il minuto di silenzio opportunamente chiamato dal Presidente del Senato e dopo la bagarre e la bava alla bocca di Quagliarello e di Gasparri si riparte dal progetto di legge sulle “dichiarazioni anticipate di volontà” preparato da Guido Calabrò (Pdl).
Il testo esclude del tutto il diritto della persona di rifiutare in anticipo i trattamenti sanitari che egli giudica in contrasto con la propria concezione di dignità anche sapendo che portano alla morte.
E’ il quarto comma dell’art. 1 che dice “la vita è inviolabile e indisponibile” e nel primo comma dell’art. 6 dove leggiamo “le dichiarazioni anticipate di trattamento non sono obbligatorie né vincolanti”.
E ancora nel comma sesto dell’art. 5 si ribadisce che“alimentazione e idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento”.
Dora Principe
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Adesso se ne può parlare. Adesso, alla dolorosa, ma legittima conclusione di un dramma tutto personale di una donna "libera" e del suo dolcissimo papà.
Alla fine della voluta, inaudita, ripetuta violenza praticata da una parte moralista e ottusamente ipocrita sulla scelta e il libero arbitrio di un essere umano a danno dello stesso e a danno di chi, legittimamente ed amorevolmente, ne fa le veci.
Alla fine di una ammirevole e coraggiosa resistenza di un padre, al naturale dolore, che accompagna la drammatica morte di un figlio infinitamente, disumanamente aggravata dall'intromissione di estranei, che, insistentemente e cinicamente, frugano nella tua anima, instillando nell'opinione pubblica, l'atroce dubbio del "marcio".
Narcisi per mia madre - PDF
vai sulla rubrica dedicata ai racconti
Quando fu tutto finito e i giorni tornarono ad essere i soliti giorni, un pomeriggio papà portò sulla macchina la lapide per mamma. Quella domenica l'avrei accompagnato su al paese. In città c'era sole e tiepido, inizio di primavera vento, nuvole bianche...
vai sulla rubrica dedicata ai racconti
Una fede perduta - PDF
vai sulla rubrica dedicata ai racconti
Mica lo so se quando ero piccola nei miei sogni c’era il matrimonio. Mi ricordo che giocavo con la valigetta del dott. Kildare… indossavo il camice bianco e sottoponevo ad orrende torture i bambolotti che, prima ferivo con le matite colorate e poi, amorevolmente, curavo col termometro e iniezioni sulle braccia.
E mi ricordo che desideravo un collettino di pelliccia come Rachele, ma mia madre non faceva concessioni a queste “scialbe cose da bamboletta”.
Poi sono cresciuta, proprio come voleva mia madre: un po’ dura, prima della classe,
troppi segreti e i capelli sempre corti...
Leggi Una fede perduta - PDF
Ci saranno, è sicuro, sciacalli che ancora
si aggireranno sotto la luna, nei prossimi giorni,
gente che dell'evagelico ammonimento a non berciare a vuoto
ha fatto strame, i mediocri servitori di padroni mediocri che
scodinzolanti porteranno l'osso, ma stasera
vi preghiamo: TACETE
Tiziana Ficacci
Pina Vitelli
Anna Spina
Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie, la tenera, la semplice, la vociona, l’orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.
Una morì di un parto illecito, una di amore contrastato, una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale, una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi, ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag -
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.
Care amiche ed amici,
mi permetto di importunarvi, data l'urgenza d'azione contro il parossismo frenetico di questa maggioranza politica, e non solo, nel cercare di sovvertire quanto conquistato da Beppino e da tutta la famiglia Englaro in 17 anni di lotte legali e rispettose della legge. Le sentenze conquistate con anni di lotta di Beppino per Eluana, per il rispetto del suo cavallo di razza della libertà, si vorrebbero trasformate in carta straccia perché contrarie alla ideologia, spesso opportunistica, di questi nostri governanti.
Unico sicuro,si spera, baluardo a questo scempio delle regole democratiche è il nostro Capo dello Stato, il Presidente Napolitano, ed è a lui che è indirizzata la lettera che segue, preparata, o almeno divulgata, da alcuni amici su Facebook.
La Cellula Coscioni Lecco ha deciso di collaborare alla divulgazione di questa iniziativa e sollecita voi tutti, se lo ritenete opportuno, di indirizzare questo scritto al Presidente, e, ancora, di più di farvi parte attiva nella divulgazione e la sollecitazione all'invio tra la Vostra cerchia di amici e conoscenti.
E' urgente ed importante far arrivare la nostra voce a chi potrebbe decidere di non firmare e, quindi, di non dare attuazione ad un decreto a dir poco scellerato e terroristico, inteso come azione scardinante le stesse strutture del bilanciamenti dei potere e della fiducia nelle istituzioni.
Vi preghiamo di mobilitarvi al massimo delle vostre possibilità per evitare una tale aberrante possibilità.
Un abbraccio fraterno a tutti voi
Sergio De Muro
co-Coordinatore Cellula Coscioni Lecco
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FERMIAMO IL DECRETO LAST MINUTE DEL GOVERNO
SCRIVI ANCHE TU QUESTA LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
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COPIA-INCOLLA E SPEDISCI QUESTO TESTO
Caro Presidente Napolitano,
nonostante i suoi recenti richiami alla moderazione riguardo all'uso dei decreti legge, apprendo con ansia il comunicato del Presidente del Consiglio dei Ministri, col quale annuncia un provvedimento sotto forma di decreto legge, appunto, d'urgenza in materia di testamento biologico, volto chiaramente a bloccare l'esecuzione della sentenza della Corte di Cassazione, riguardo il caso della Sig.ra Englaro.
Mi chiedo se il Governo si renda conto che tale decretazione è in contrasto con l'art. 77 della Costituzione, vista l'indimostrabile natura di "straordinaria urgenza" e con l'art. 101 poiché si configura come una vera e propria censura politica di una sentenza definitiva, minando la base elementare di uno stato di diritto, la divisione dei poteri.
Scrivo a lei che è il Garante della nostra Costituzione, a lei che saprà di certo vigilare sulla deriva meramente decisionista di provvedimenti di questo tipo e preservare il potere legislativo del Parlamento, l'unico organo delegato dal popolo per rappresentarlo, cui spetta la sovranità della Repubblica.
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LL
C'è qualcosa di orribile in questa storia, nella storia di una cittadina, una donna
che voleva morire dignitosamente e, invece, gli spietati untori del fanatismo hanno
costretto alla tortura di un corpo morto, inerte che sopravvive solo per dare tormento
alla madre e al padre di lei.
C'è qualcosa di malato, di osceno e disgustoso in questa pietà senza pietà, in questo berciare.
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Bugiardi senza ritegno!
Appello al Presidente della Repubblica
Lascaitela in pace!
Eluana e quel decreto che non si può fare
Tiziana Ficacci
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Anna Spina
L'anno scorso giunse alla "socia" del sito
Tiziana, la gentile e-mail di un laico, socio ed animatore
di una associazione laica.
Nella mail, per il resto carina, si spiegava che anche l'amico
amava le donne mentre aveva, come dire in uggia, gli uomini, per meglio
dire una particolare categoria di uomini: i froci.
Quando Tiziana mi inoltrò la mail una parte di me
provò una rabbia cieca, il desiderio di sfasciare qualcosa,
un desiderio doloroso, come un bisogno primario, chessò bere, mangiare, dormire, pisciare.
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di Tiziana Ficacci
Vidi allora che lei mi guardava con occhi spalancati, senza dir parola né muoversi, con uno sguardo che non le avevo mai visto, come di animale che sia stato preso in trappola e non può muoversi e aspetta che il cacciatore gli dia l'ultimo colpo.
La ciociara, Alberto Moravia
Le Nazioni Unite hanno recentemente riconosciuto lo stupro come arma di guerra [Leggi anche:
Lo stupro come
arma diguerra . ]
Il passo che abbiamo riportato all'inizio racconta la vicenda di una commerciante romana che durante la Seconda guerra mondiale è sfollata con la figlia in Ciociaria (Lazio); trovano riparo per la notte in una chiesa e vengono violate da soldati marocchini. Un romanzo che trae spunto dalla gran quantità di stupri che si verificarono in quel periodo in quella zona, tanto da dar vita al nome di marocchinate, per definire le donne stuprate da quell'esercito.
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Anna Spina
Il babà sarà vietato a Napoli? gesùgiuseppemaria, speriamo di no, vabbhè è di origni polacche però ormai è naturalizzato partenope e poi infondo i polacchi mica sono miscredenti, quelli sò cattolici apostolici romani. Il pomodoro verrà esiliato? C'è chi dice che infondo infondo è un latinos! LEGGI TUTTO SU ACIDONA
di Tiziana Ficacci
Prendiamo il ministro della Giustizia francese Rachida Dati. Troppo bella, troppo elegante, troppo scura di pelle, troppo mamma, troppo libera. Troppo fiore all’occhiello per Sarkozy per metterla all’uscio, per Dati si è inventata la formula “dimissioni entro il 6 luglio per fare l’europarlamentare”...
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Nel disperato tentativo di appropriarsi qualche voto cattolico, il nostro Parlamento ha rinunciato a legiferare in materia di etica.
L'acquiescenza al diktat della Chiesa ha permesso ai suoi vertici di infliggere usque ad mortem et ultra la tortura della somministrazione forzata dei medicinali ai pazienti in coma irreversibile...
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di
Anna Spina
Quando ti aggrediscono prendetoti a sberle, quando ti feriscono dicendoti "crepa" non c'è sbornia, pasticca o scopata che regga: i lividi resteranno per sempre sulle braccia, sulla pelle, quelle parole le sentirai come una eco. Qualunque cosa io faccia, che scopra la cura per il tumore o la fusione nucleare a freddo, che sia una buona cittadina ed una onesta persona sarò per sempre, sempre e sempre prima di tutto una diversa, è la mia natura intima che l'omofobo rifiuta, a questo non c'è rimedio, nulla posso fare perchè non sia così. Quando ti aggrediscono dandoti del nazisionista, quando urlano "non comprate dall'ebreo" quando tu e solo tu sei l'unico malvagio, l'unico da bombardare, pestare, rapire, squarciare, bruciare, far saltare, non c'è sbornia, pasticca o scopata che regga... LEGGI TUTTO SU LIBERE DA
di Tiziana Ficacci
e Anna Spina
Ci sono delle donne che ci mancano, anche se non le conosciamo, anzi abbiamo ignorato la loro esistenza.
Shaima Rezayee ad esempio, uccisa a soli 24 anni dai talebani. Era la conduttrice di un programma televisivo e quando qualcuno a Kabul la riconosceva spesso la insultava.
E ci mancherà Safia Amajan che è stata uccisa a Kandahar perché dirigeva il dipartimento Affari femminili. Safia aveva fondato nove scuole femminili e lei stessa aveva insegnato alle sue congeneri a leggere, cucire, cucinare.
E ci mancherà come un braccio Malalai Kakar, scampata a tanti tentativi prima di essere uccisa. Era la più alta in grado fra le donne poliziotto; diceva che era un lavoro difficile per le donne, ma troppo importante se volevano diventare protagoniste del nuovo Afghanistan.
La poliziotta ascoltava le testimonianze delle donne stuprate, soccorreva “le mogli della vergogna” incatenate in casa dai mariti che le abbandonavano. Il 28 settembre è stata uccisa e il suo posto è stato preso da Parwana. Solo così, la sua identità deve essere protetta. Con lei c’è Shafoqa e insieme indossano il burqa e vanno a cercare le donne vittime di violenza domestica.
Sotto minaccia dei talebani vive Fatima Gailani, che ha fondato l’Afghanistan Women Council e che ha collaborato alla stesura della Costituzione islamica democratica, riuscendo a far inserire il rispetto dei diritti delle donne.
Ha paura Gailani, ma è orgogliosa che per le prossime elezioni che si svolgeranno quest’anno si sono registrate già 63mila donne nella provincia di Paktia che è considerata la più conservatrice del Paese.
Vive nella paura Soraya Sobhrang che è una ginecologa che guida il dipartimento femminile della commissione per i diritti umani. Ha paura Massouda Jalal che dirige una fondazione per i diritti delle donne, ma dice che se sei nata muori, e allora perché non morire da ideale per gli altri?
E poi c’è Mahbooba Ahadyar, unica atleta afgana alle olimpiadi di Pechino che corre, infagottata in una tuta che le nasconde le forme, sulle colline che circondano Kabul.
Scrive la poetessa Nadia Anjuman
“le catene della schiavitù dell’era dei talebani,
che mi avevano legato le gambe,
hanno fatto si che componessi passi ed entrassi nel territorio della poesia.
E’ difficile la strada che ho davanti a me
e i miei passi non sono ancora abbastanza fermi”.
Shaima Rezayee
Nel 2004 tutto il Mondo conobbe Shaima: rappresentava l'Afghanistan ai giochi olimpici.
Nata da una famiglia relativamente povera ma di mentalità aperta, di etnia Hazara. Divenne
nell'Afghanistan post talebano il simbolo della gioventù. Dotata di esuberanza e
personalità, divenne ben presto una icona per le ragazze e i ragazzi afghani, una generazione
in transizione, affamata di vita e normalità; conduceva un programma musicale, HOP, che raggiungeva i giovani in Occidente, Iran, India e Turchia. Troppo per i fanatici che l'hanno uccisa nel maggio del 2005.
@ per un ritratto completo di Shaima vai sul Guardian
Safia Amajan
nata in una famiglia liberale, il padre mercante, della minoranza
Baluch e la madre Pashtun. Suo padre, visto che il sospirato erede maschio
non arrivava, decise che Safia, ultima di cinque sorelle, avrebbe avuto una buona istruzione.
Rimasta orfana a 15 anni dovette provvedere al mantenimento della famiglia, ci riuscì facendo
la maestra d'asilo, si diplomò e da allora, anche avendo come esempio suo padre, coltivò la sua grande passione per l'insegnamento.
Amajan riuscì a contrastare la morale tribale al tempo stesso con intelligenza, costanza e scaltrezza,
cercando di scalfirne poco a poco le fondamenta. Chi non abbia mai assaggiato
la mentalità maschilista e prepotente che domina questi ed altri territori, non può nemmeno immaginare la durezza di una lotta contro un sistema che vede le donne
come proprietà esclusiva degli uomini, prigioniere della morale ipocrita del villagio, esseri da piegare, con le buone o le cattive, ai voleri altrui.
A 63 anni è caduta vittima della idiozia fanatica. L'unica speranza è che il seme gettato dalle
sue tante scuole cresca, nonostante la grandine.
@ per un ritratto completo di Safia vai sul Guardian
Fatima Gailani
Portavoce dei mujahideen a Londra durante l'occuopazione sovietica. Perticipò
nel 2001 come osservatrice ai colloqui di Bonn, la Loya Jirga le diede l'incarico di responsabile
alle emergenze. E' Segretario Generale della Mezzaluna Rossa. Dal 2003 è coinvolta nelle vicende
politiche e costituzionali del suo martoriato paese. Il padre è tra i fondatori del Fronte Islamico Nazionale, uno dei principali gruppi politico-militari mujahideen che si oppose ai Russi.
@ per un ritratto completo di Fatima vai su http://quqnoos.com
Soraya Sobhrang
Nata ad Harat, ha studiato in Uzbekistan. Laureatasi in medicina ha esercitato in
Pakistan ed Iran, dal 1993 è approdata in Germania. Ha sempre messo al servizio delle
donne della sua terra e non solo le sue capacità tecniche e di studiosa. Dal 2001
si è messa in gioco per ricostruire l'Afghanistan.
@ per un ritratto completo di Soraya vai su www.zoominfo.com
Massouda Jalal
Fu l'unica donna a candidarsi come rivale di Karzai durante le elezioni presidenziali del 2004.
Nata a Gul Bahar prima di sette fratelli. Si trasfrì a Kabul per completare gli studi.
Laureatasi in Medicina ha lavorato come pediatra in ospedale e ha insegnato presso l'Università.
Con l'avvento dei talebani è stata costretta ad abbandonare le sue attività. Crollato il regime fanatico, Jalal ha continuato a battersi tenacemente contro le ingiustizie e per i diritti delle donne
denunciando i ritardi, la corruzione, la pigrizia governativa e cercando di contrastare i signori della guerra, i capi tribali.
@ per un ritratto completo di Massouda vai su http://en.wikipedia.org
Mahbooba Ahadyar
Mahbooba è una ragazzina, ha 19 anni appena, c'è una foto che la ritrae tra
quelli che devono essere il suo papà e la mamma,
gli sguardi a metà tra orgoglio e ansia, hanno ragione ad essere in ansia:
la giovane atleta riceve in continuo minacce di morte, destino che condivide con le sue due colleghe.
A luglio la tensione e la paura sono diventate troppo forti e il sogno di correre gli 800 metri alle Olimpiadi si è infranto, Mahbooba non ha retto e mentre si allenava in Italia (Formia) con l'aiuto di due donne, una Pakistana l'altra del Bangladesh è fuggita.
Pare stia cercando asilo per se e per la sua famiglia in Europa.
@ per un ritratto completo di Mahbooba vai su Panorama online
@
www.eurasianet
Nadia Anjuman
Nadia, promettente poetessa afghana è morta a 25 anni, ufficialmente di infarto ...no forse si è suicidata...
in realtà uccisa dal marito ricercatore universitario che si è fatto pochi giorni di galera.
Di lei restano due volumi di poesie, l'ulitma eco rimasta di una voce da tutti i critici definita
originale e forte
@ per un ritratto completo di Nadia vai su www.nazioneindiana.com
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georgiamada
di Tiziana Ficacci
Shah Durran è il leader talebano della Valle di Swat, al confine tra Pakistan e Afghanistan. Attraverso una radio clandestina ha diramato un sanguinoso ultimatum fissando al 15 gennaio la scadenza per ritirare dalle scuole le bambine che, in caso contrario, saranno uccise. Durran ha minacciato di far esplodere le scuole che accoglieranno le femmine.
Dietro questa operazione c’è Maulana Fazlullah, leader islamista alla guida dei Tehrik-e-Taliban, la sigla che governa questo pezzetto di Pakistan e che sta imponendo la sharia su modello dell’Afghanistan al tempo dei talebani. E’ Fazlullah che nei suoi sermoni ha vietato alle donne di recarsi al mercato, ai bambini di essere vaccinati contro la poliomielite, agli uomini di tagliarsi la barba.
Secondo Islamabad nella Valle di Swat ci sono 842 scuole maschili e 490 femminili che potrebbero istruire 300mila studenti dai tre ai nove anni. Purtroppo i bambini che le frequentano sono molti di meno.
I talebani pachistani guardano come a un modello all’Afghanistan, dove in varie zone le scuole femminili continuano ad essere obiettivo degli attacchi. Come è successo un mese fa a sei ragazze di Kandahar che all’uscita dal liceo sono state sfigurate con l’acido. Ma le liceali hanno detto che continueranno a studiare.
LINK UTILI
www.loccidentale.it
http://isole.ecn.org/
peacereporter.net
di Tiziana Ficacci
Nel dicembre dell’89 a Roma si diffuse la notizia che una pantera si aggirava la notte per la città. Tutti la avvistavano, ogni mattina i quotidiani davano notizie sui suoi movimenti e gli studenti, che in quei giorni protestavano, le rubarono il nome.
Dopo un pò non si parlò più della pantera - inghiottita dal Tevere? catturata da un amante dei felini? - e anche di quegli studenti che sfilavano gridando le pantere siamo noi, non se ne seppe più nulla.
In questi giorni la pantera, o come vorrà chiamarsi questo movimento, è tornata nelle strade, ma questa volta la protesta sembra più estesa che nel passato.
Studenti universitari e medi, professori universitari e di liceo, maestri elementari e, per la prima volta a mia memoria, finalmente i genitori. Tutta la scuola è in movimento, perché tutta la scuola è stata messa a soqquadro da Gelmini, o meglio, dai tagli di Tremonti che la Gelmini ha applicato...LEGGI TUTTO SU LIBEREDA
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RIDATECI PINOCCHIO
PENSARE SOGNARE COMUNICARE
...Paradossalmente, si riesce ad accettare l’idea che il capo di un governo possa decidere di essere antidemocratico e che pensi addirittura di utilizzare le forze dell’ordine per impedire di esercitare il legittimo diritto alla contestazione. Questo modus operandi tipico dei regimi dittatoriali non sorprende. C’è sempre stato chi ha governato mettendo sotto i piedi la democrazia e chi ha lottato per difenderla...
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NELLA RETE
LINK E DOCUMENTI UTILI
Rete degli studenti medi
HumptyDumpty - Genova
ilvale
Micro guida semi seria ai tagli - La Scuola pubblica secondo Tremonti-Brunetta-Gelmini: così tenera che si taglia come un grissino
cobas scuola
FLC
dai blog
filrouge
sgnapis
di Pina Vitelli
Cosa sono, come si formano, come prevenirle
L'invecchiamento comporta la formazione di rughe, ma vi sono fattori che anticipano la loro
comparsa, tali fattori sono i raggi UVA, l'inquinamento, un'alimentazione scorretta, il fumo,
lo stress ecc.
I raggi UVA sono responsabili del photoaging o invecchiamento precoce, perché
penetrano nel derma distruggendo le fibre di collagene e elastina, rendendo più
visibili le rughe di espressione e facendone aumentare il numero, basta osservare la pelle delle persone
che per vari motivi sono molto esposte al sole per rendersi conto degli effetti nocivi degli UVA, la pelle
si presenta secca, poco elastica, rugosa, con macchie e couperose...Leggi tutto su salute
in memoria di Malalai Kakar
di LL
Domenica 28 settembre 2008 a Kandahar, Afghanistan è stata assassinata il Capitano di Polizia Malalai Kakar,
l'unica donna poliziotto di una città e di un paese
ancora sotto la minaccia del fanatismo religioso islamico,
del tribalismo assassino, del maschilismo e patriarcato più brutale e violento.
Malalai era il simbolo di tante donne che non si arrendono.
Durante una intervista affermò con orgoglio:
"Sono una donna forte e voglio servire il mio Paese,
grazie a Dio, non sono in preda alla paura, certo, sto attenta
ma non vivo nella paura"
In una città ed un paese in cui ancora le donne sono
serrate nelle case, in cui ancora l'ultima parola spetta
alle armi e ai capi tribù, in cui il "diritto del sangue",
l'uso cioè di dare come risarcimento per delitti compiuti dai maschi
del nucleo familiare, le ragazzine della famiglia,
condanna bambine innocenti ad una vita infernale fatta di stupro
e violenza,
in cui donne che osino parlare per strada con un uomo sono fermate e
costrette a fare test circa la loro verginità,
Malalai era un simbolo ed una promessa.
Malalai Kakar, al fianco delle organizzazioni per i diritti umani
si batteva per cambiare le cose, per dimostrare
che è possibile seguire anche per le donne afghane la strada della
democrazia e della libertà.
La lotta di
Kakar non si compiva, inoltre, nella relativamente aperta Kabul,
Kakar, definita da Masuda Sultan, responsabile della lotta
sostenuta dal WAW (Donne per le Donne Afghane) contro
la barbarie e la violenza tribale, "Una dinamo!" lottava
nell'Afghanistan profondo di Kandahar contro talebani
e codici morali maschilisti, carichi di violenza mortifera;
la sua stessa tranquilla energia, la sua presenza era una sfida
per questi barbari vili: una donna in divisa, forte, indomita, libera
LINK UTILI
WAW - Donne per le Donne Afghane
corriere.it
E' un anniversario importante: sessantacinque anni fa, l'8 settembre del 1943, veniva annunciato l'armistizio. Le divisioni tedesche occupavano due terzi dell'Italia. L'esercito italiano, abbandonato a se stesso, si sfasciava. Molti militari sarebbero finiti in prigionia in Germania, altri fra i partigiani... Leggi tutto su libere da...
scrivici
RICORDANDO: S.ANNA DI STAZZEMA
"...Altri furono uccisi nelle loro case e queste ultime date alle fiamme per mezzo di
bombe incendiarie e benzina (alcuni dicono anche che i tedeschi avessero usato anche
lancia fiamme) 138 persone furono bruciate nella piazza davanti alla chiesa
con l'ausilio dei banchi della chiesa davanti al villagio che servirono da rogo.
Il prete della parrocchia chiese ai tedeschi di risparmaire otto piccoli ragazzi, Questi
furono presi insieme con lui ed uccisi più tardi. Lo stesso prete della parrocchia fu uno
delle vittime. Verso le dieci, le sole persone abitanti S.Anna, a parte qualche possibile eccezione
di una o due persone che poterono nascondersi, erano tedeschi."
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♣ Di Pina Vitelli
Cosa è e come si forma
La cellulite è un'alterazione dello strato adiposo presente sotto l'
epidermide;
il microcircolo (la circolazione sanguigna a livello dei capillari) nel derma
si modifica (gli scambi di sostanze nutritive tra capillari e cellule del
derma sono compromessi), ciò provoca la fuoriuscita di liquido che ristagna nel derma, a tale
situazione di edema si aggiunge l'accumulo di grassi...
→ Leggi tutto su SALUTE...